Chi Siamo

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UN ATIPICO SALOTTO CULINARIO SOTTO IL PIU' TIPICO DEI PORTICI BOLOGNESI

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Parlor è un ristorante, un atipico salotto culinario volutamente nascosto sotto il più tipico dei portici, a due passi dalle sette chiese di quella che è, forse, la piazza più bella di Bologna.

La parola parlor fonda le sue radici nel francese antico del medioevo europeo: parloir. La parola deriva dal verbo parler che significa parlare. Vogliamo continuare la tradizione di questa parola antica che continua ad evocare eleganza e ospitalità accogliendovi nel nostro salotto culinario.
Buon Appetito!

Giacomo

La Filosofia

Parlor è il salotto caldo e accogliente dove, al termine di una lunga giornata, finalmente rallentare, svestirsi della corazza indossata prima di uscire di casa, e – circondati da facce amiche – lasciarsi confortare da profumi e sapori. Parlor è, allo stesso tempo, la fucina, il laboratorio dove testare i confini del proprio gusto e lasciarsi coinvolgere nella scoperta di sapori, odori, abbinamenti, racconti inusuali ed inediti. Infine Parlor, è il luogo dove eccellenza gastronomica e accessibilità si conciliano: crediamo che nella terra del buon cibo sia possibile e doveroso offrire piatti di alto livello mantenendo prezzi inclusivi.

La Cucina

Ricerchiamo e selezioniamo solo materie prime e prodotti di elevata qualità e affidabilità, senza lasciarci influenzare dai nomi e dalle tendenze. Collaboriamo solamente con fornitori certificati che rispettano alti standard di produzione e trasparenza. La nostra cucina è sperimentale, fortemente legata alla stagionalità degli ingredienti e tesa alla rottura con le mode culinarie tramite la contaminazione di influenze eterogenee, l’elaborazione di accostamenti inusuali e l’impiego di materie prime e preparazioni meno conosciute. Ciò non di meno non abbandoniamo i capisaldi della cucina bolognese, che rappresenta un rispettoso omaggio ad alcune fra le più tipiche specialità del nostro territorio.

Ristorante Parlor Bologna

Giacomo

Lo Chef

Quando, ormai diverso tempo fa, Giacomo ha per la prima volta messo piede in una cucina, si può dire lo abbia fatto praticamente per sbaglio, mentre cercava un modo di riempire quel grande vuoto che, una volta finito, ogni Primo Amore che si rispetti lascia nel cuore (E’ probabilmente opportuno precisare che, nel caso specifico, si trattava della pallacanestro).
Non ne è però praticamente più uscito, alternando nel corso degli anni proficue collaborazioni con alcune fra le cucine più apprezzate di Bologna e provincia a periodi di lavoro all’estero, durante i quali ha avuto l’opportunità di crescere professionalmente confrontandosi con realtà lontane dal suo modo di pensare.